Premio Bancarella


Premio Bancarella. Dalla sua nascita sono trascorsi ben quarantotto anni che stanno a rappresentare un traguardo molto importante per un'epoca che sta dimostrando quanto effimera sia la vita di iniziative e manifestazioni soprattutto in quel ' campo minato ' dei premi letterari che sono fioriti come funghi nel nostro Paese.
Il 'premio dei librai' ha raccolto subito simpatia, consensi e tanto calore che con il passare degli anni sono andati crescendo ed hanno finito per rappresentare la ragione prima del successo riportato e che non sembra risentire dell'usura del tempo.
Quarantasette copertine, una dietro l'altra per accontentare anche i lettori più esigenti. Nato nel 1952 all'ombra della Torre di Mulazzo in occasione del primo congresso dei librai pontremolesi, il Premio Bancarella si è subito rivelato come un'idea geniale destinata a conquistare una sempre maggiore risonanza, tanto che oggi è riuscito a ' ritagliarsi ' una collocazione fissa nel calendario delle maggiori manifestazioni letterarie che si programmano in Italia. Ad attenderlo sono, prima di tutto, i librai, i bancarellai, quindi gli scrittori, gli editori, gli uomini di cultura perché già nel momento in cui viene formata la sestina del selezione, il mercato si muove e non a caso il premio pontremolese è stato aggiudicato come il più attendibile indice della ' borsa del libro '.
Intorno al Bancarella non ci sono le non mai troppo criticate giurie ed è forse tutto qui il segreto del crescente successo.

Conta il libro, potremmo dire la ' merce libro ' non disgiunta dal suo valore letterario, una merce che ha un valido mercato, che poggia sulla fiducia reciproca che si è instaurata tra i lettori e i librai. Una formula indovinata che con il trascorrere degli anni è stata affinata proprio per mantenere viva la sua originalità. Editori e scrittori sono d'accordo ed il merito va tutto ai librai e ai bancarellai, partiti dall'alta lunigiana con la gerla al braccio per diffondere cultura che in tutti questi anni hanno saputo far crescere il premio cercando sempre di meritare quella stima, quella fiducia senza le quali ogni iniziativa è destinata a fallire.
Librai e bancarellai, oltre ad essere giudici e venditori sono diventati dei veri e propri amici del libro. Approfondiscono la conoscenza dei loro clienti, ne scoprono i loro gusti, quindi danno il loro consiglio, interessato e disinteressato al tempo stesso. Difficilmente sbagliano, anzi non possono sbagliare perché significherebbe venire meno a quella fiducia che è stata loro accordata dai lettori.

Pontremoli, ' capoluogo ' della Lunigiana, ogni anno, a Luglio, fa da madrina al Bancarella. I Tarantola, i Maucci, i Giovannacci, i Rinfreschi, i Galleri, i Bretoni, i Guelfi, i Fogola, i Lazzarelli, i Bardotti, i Tolozzi, i Lorenzelli, si danno appuntamento in piazza per assistere al rito dello spoglio, per partecipare alla loro festa. Hanno saputo costruirla a partire dall'ormai lontano 1952 assegnando il premio a Ernest Hemingway, primo vincitore con ' Il vecchio e il mare ', anticipando il Nobel, difenderla con il trascorrerla degli anni premiando libri che hanno rappresentato un po' la storia del nostro costume letterario, dei gusti dei lettori e in particolare della politica editoriale italiana.
Per altre due volte, infatti, si ripeterà l'anticipazione del Nobel, visto che nel 1958 i librai premiarono Boris Pasternak con ' Il Dottor Zivago ' ed ancora, dieci anni dopo Isac Singer con ' La famiglia Moskar'.

Ma insieme ad Hemingway, Pasternak e Singer in questi primi quarantatré anni di vita, i librai e i bancarellai hanno premiato Tedeschi ( oltre due milioni di copie vendute con il suo ' Centomila gavette di ghiaccio ' ), Montanelli, Gervaso, Oriana Fallaci, Biagi, Berto, Cassola, Bevilacqua, Saviane, Eco, Spinosa, Zavoli, Grillandi, Susanna Agnelli, Andreotti, Kolosimo, De Crescenzo, e tra gli stranieri Alex Aley, Gary Jennings, Maurice Deniziere ed ancora nel 1995, tra la sorpresa generale, Jostein Gaarder con ' Il mondo di Sofia' , quando tutti si attendevano il vendutissimo ' Và dove ti porta il cuore' di Susanna Tamaro e due anni orsono con Paco Ignacio Taibo II.
Un po' come dire…il Bancarella va dove lo portano i librai e bancarellai. Sono loro a decidere e se diamo ancora un'occhiata all'albo d'oro, tranne qualche rara eccezione, difficilmente hanno sbagliato.
Il Bancarella, come felicemente si scrisse in occasione del decennale del premio, ' è la Cassazione dei premi letterari italiani'.

Le immagini di Montereggio sono fornite dal Sig. Tiziano Fogola , titolare dell'Albergo Ristorante "La Gerla D'Oro" Montereggio (MS)
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